La Polonia è la vera risposta alla Vecchia Europa in affanno. Dieci anni fa la Francia se la faceva addosso per l’ingresso in Europa di un Paese che avrebbe tolto il lavoro a tutti gli idraulici d’oltralpe. Oggi dalla Polonia nessuno parte verso ovest e il Paese chiama a sé cervelli e direttori (italiani) di museo... |
pubblicato giovedì 10 febbraio 2011 Negli ultimi anni l’agenda artistica internazionale ha visto la presenza di svariate mostre di artisti polacchi, sia personali come quelle di Artur Zmijewski(prossimo curatore della Biennale di Berlino), Zbigniew Libera, Miroslaw Balka, Paulina Olowska, Pawel Althamer, Monika Sosnowska,Katarzyna Kozyra, Piotr Uklanski, sia collettive come Polski Express III, Early Years ai KunstWerke di Berlino o il Polska Years in Inghilterra. Come nasce questa scena era la domanda a cui volevamo rispondere, e per poterlo fare ci siamo recati in Polonia. Varsavia è una città ancora defilata rispetto ai centri più consolidati dell’arte internazionale, ma la scena è realmente interessante: al di là degli spazi istituzionali, l’atmosfera informale che si respira nelle gallerie indica la volontà di creare un nuovo collezionismo privato tutto da inventare. Tenuto conto anche della storia politica del Paese e della sua giovane e vitale economia capitalista, che la fa essere in questo momento una delle "tigri" della Nuova Europa. Ed è questo dinamismo a renderla una promessa per gli art lover dei prossimi anni, che potranno scoprire qui una diversa vitalità. Iniziamo con le istituzioni pubbliche. Sono il Centro per l'Arte Contemporanea Castello Ujazdowski, Zacheta Galleria Nazionale d’Arte, e il Museo d’Arte Moderna di Varsavia. La più anziana è Zacheta. Nasce nel 1920 per ospitare l’arte d’avanguardia (di allora) grazie al sostegno della società di belle arti Zacheta; nel 1950 è nazionalizzata e nel 1990 la collezione storica è trasferita al Museo Nazionale. Ciò le permette di votarsi unicamente all’arte contemporanea e di promuovere mostre di artisti polacchi all’estero. Il Centro per l'Arte Contemporanea nasce invece nel 1985 con l’obiettivo di presentare non solo mostre, ma anche cinema, musica e live media. Ha una ricca collezione di opere di artisti internazionali, un programma di residenze, un archivio sull’arte polacca, pubblica libri e riviste tra cui Obieg. Fabio Cavallucci è da qualche mese il direttore del Centro, dopo la direzione ventennale di WojciechKrukowski, storico dell’arte e regista di Akademia Ruchu, celebre gruppo di performer. Il Museo d’Arte Moderna, infine, nasce nel 2005 con un’intensa attività espositiva, nonostante non abbia ancora una sede definitiva, che inaugurerà nel 2014 in una location straordinaria nei pressi del Palazzo della Cultura e della Scienza, sorta di Gotham City stalinista di cui parliamo nell’articolo a fianco. Oltre alle istituzioni, un lavoro importante in Polonia è svolto da gallerie e fondazioni private come Foksal Gallery Foundation, Raster Gallery, Czarna, Profile, Leto, Krytyka Polityczna (che non è proprio una galleria, ma un club/centro culturale/casa editrice che organizza concerti, presentazioni e performance), oltre alla nascente scena che si sta sviluppando nel quartiere Praga. Qualche storia di questi spazi che hanno cambiato faccia all’ex sonnacchioso paesone agricolo dell’Est. Raster magazine nacque nei primi anni ‘90 da un’idea dei critici d’arte Lukasz Gorczyca e Michal Kaczynski. Una decina d’anni dopo decisero di aprire una galleria, una delle prime e più importanti gallerie polacche, che partecipa a fiere internazionali come Frieze, Art Basel, Fiac. Raster nel 2006 ha organizzato l’evento Villa Warsaw: dieci gallerie, tra cui Zero... di Milano, Jan Mot di Brussels e Hotel di Londra, hanno presentato per una settimana performance, eventi e incontri. L’ultima edizione si è tenuta a Reykjavik la scorsa estate. Foksal Gallery Foundation è stata fondata nel 1997 da tre curatori - Adam Szymczyk (ora direttore di Kunsthalle Basel), Joanna Mytkowska (direttrice del Museo d’Arte Moderna di Varsavia) e Andrzej Przywara - per conservare l’archivio della Foksal Gallery, galleria pubblica d’avanguardia fondata a Varsavia nel 1966 con un programma concettuale in tempi di repressione comunista. La fondazione funziona anche come spazio commerciale con mostre degli artisti più amati dai curatori, tra cui Althamer, Sosnowska, Anna Molska e Robert Kusmirowski. Segue inoltre il programma di The Avantgarde Institute, l’ex casa-studio degli artisti Edward Krasinski e Henryk Stazewski. Vi è contenuta un’installazione permanente creata da Krasinski dopo la morte di Stazewski, composta da una linea di scotch di colore blu che suddivide orizzontalmente lo spazio, su cui è intervenuto ancheDaniel Buren quando ha visitato lo studio nel ’74. Pur mantenendo inalterata l’installazione, Foksal ha creato un innesto (un padiglione vetrato con una straordinaria vista sulla città) dove si svolgono concerti, conferenze e interventi artistici in collaborazione con studenti dell’Accademia d’arte e artisti emergenti. E le gallerie giovani e di tendenza? Di certo non mancano: ricordiamo Czarna, curata dall’affascinante Agnieszka Czarnecka-Wiacek, Leto e Profile. La primaespone, tra gli altri, Olaf Brzeski e Tomasz Mroz, artisti che propongono progetti bizzarri e surreali, lontani dall’approccio politico e concettuale dei nomi più conosciuti come Zbigniew Libera e Artur Zmijewski. "Non è solo attraverso messaggi di dissenso che si delinea la scena artistica polacca”, racconta Marta Kolakowska di Leto Gallery. E aggiunge: "La generazione di Wojciech Bąkowski, Konrad Smolenski, Maurycy Gomulicki e Bianka Rolando preferisce allontanarsi da una rappresentazione diretta per confrontarsi con i new media, l’animazione, la musica”. Laura Palmer Foundation è invece un progetto non profit creato nel 2007 da Joanna Warsza, che propone azioni, mostre e performance in spazi pubblici come lo stadio di Varsavia, che da vent’anni ha smesso di funzionare come tale per assumere le vesti di fantasma post-comunista, mercato e spazio multiculturale per immigrati vietnamiti e commercianti russi. "Nel corso degli ultimi due decenni si è formata una generazione di artisti straordinaria”, racconta Fabio Cavallucci, neodirettore del Centro per l'Arte Contemporanea Castello Ujazdowski. "Una scena che ho seguito con particolare interesse invitando artisti polacchi alla Galleria Civica di Trento (quando ne ero il direttore) e alla Biennale di Scultura di Carrara, dove ci sono Grzergoz Kowalski,docente dell'Accademia di Belle Arti di Varsavia, maestro di Zmijewski, Kozyra,Althamer, e le più giovani Anna Szwajgier e Zorka Wollny. Una scena nata spontaneamente per la reale necessità di fare arte, e che all’inizio non si sapeva neanche come chiamare”. Neanche per similitudini? "Beh, potremmo avvicinarla a quella inglese quanto a vitalità, con la differenza che non è stata determinata da un collezionismo privato e dal mercato”. Negli ultimi anni si è andati ancora all’arrembaggio o c’è stata una stabilizzazione? "Ora la situazione è diversa, vi è una maggiore consapevolezza, lo Stato crede nella cultura, la sostiene. Esiste in Polonia un’associazione indipendente formata da galleristi, scrittori, artisti che controlla la qualità dei progetti culturali. È un movimento che discute, dibatte sulla cultura”. Certo è che, viste le condizioni economiche del Paese e il contesto da boom, la sfida è ambiziosa e al contempo eccitante. Nei prossimi anni apriranno otto nuovi musei in Polonia: a Cracovia, Poznam, Wroclaw e Varsavia. I giovani non lasciano più il Paese per cercare migliori condizioni di vita e di lavoro altrove; vi sono invece artisti che da Berlino si trasferiscono a Varsavia, anche se Berlino continua a essere ben più economica. Non è da trascurare la scena di Lodz, antica capitale della manifattura tessile riconvertita in hub del terziario artistico. Oltre al Muzeum Sztuki (disseminato in tre diversi spazi espositivi, che ospitano esposizioni temporanee, le collezioni, e la sala neoplastica progettata nel 1947 da Wladyslaw Strzeminski) vi sono spazi non commerciali come la storica Wschodnia Gallery (fondata nel 1981 dagli artistiAdam Klimczak e Jerzy Grzegorski), la biennale d’arte e appuntamenti annuali come l’International Design Festival e il Fotofestiwal. Anche Lodz, al di là di tutto, conferma l’atmosfera creativa di vitalità artistica che si respira in questo Paese. E che non si limita solo a Varsavia. articoli correlati lorenza pignatti *articolo pubblicato su Exibart.onpaper n. 69. Te l’eri perso? Abbonati! Info: [exibart] |
venerdì 11 febbraio 2011
LADDOVE STA PER NASCERE IL PARTITO DELL’ARTE
Iscriviti a:
Commenti (Atom)